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sabato 20 novembre 2010

"Ecco le ramificazioni della mafia a San Marino"

Le sconcertanti rivelazioni di un imprenditore edile e testimone di giustizia calabrese.


Le ‘ndrine calabresi si arrampicano dalla Piana di Gioia Tauro fino a Reggio Emilia, Modena, Imola, Bologna, l’intera Riviera romagnola e non risparmiano neppure San Marino. Una nuova conferma arriva da Gaetano Saffioti, imprenditore edile calabrese e testimone di giustizia, nel corso di un’audio-intervista rilasciata ad Antonio Amorosi e messa on line sul blog www.antonioamorosi.it) dell’ex assessore della giunta Cofferati a Bologna. “Purtroppo nella vostra regione non e’ che ci sono infiltrazioni mafiose, siete impregnati di mafia” ribadisce.
Saffioti (che con le sue deposizioni ai magistrati calabresi ha gia’ fatto arrestare 48 esponenti mafiosi) impiega 35 minuti di registrazione per lanciare un’accusa precisa sulla penetrazione della ‘ndrangheta nel tessuto imprenditoriale bolognese: proprio in citta’ “persone anche di sesso femminile hanno consentito- spiega- a personaggi della Piana di Gioia Tauro di potersi insediare e mimetizzare benissimo” nel territorio.
Gli uomini dei clan “ufficialmente non compaiono” perche’ beneficiano, appunto, di donne nella veste di “prestanomi”.
E cosi’ le ‘ndrine, prosegue l’illustrazione Saffioti, “riescono a riciclare denaro e investire sul territorio con l’avallo consapevole” delle ‘teste di ponte’ locali.
Il coraggioso imprenditore afferma, conosce molto bene la realtà dell’Emilia Romagna e rivela che anche a Bologna “non si puo’ piu’ andare a fare dei lavori perchè ormai loro (i clan e le loro ramificazioni) sono da tutte le parti”.
Talmente certo di cio’ che dice, Saffioti si concede una profezia: dalle sue denunce si attende, anche in Emilia-Romagna, “una serie di arresti”.
L’Emilia-Romagna, quindi, terreno di conquista mafiosa. “La vostra e’ una bella terra anche al livello economico- spiega ancora Saffioti- e chiaramente attira”.
Ormai “decine di famiglie si sono divise i territori: come in un campo di fiori le api ci vanno volentieri”.
Ed e’ pure “meglio della Lombardia- prosegue il racconto del testimone di giustizia- c’e’ la Riviera che consente di lavorare negli hotel, ci sono Imola e Modena, due luoghi molto importanti per tanti versi”.
Ed eccoci al capitolo dedicato al Titano. “Poi c’e’ San Marino - spiega - che e’ uno Stato molto, molto importante per i traffici della ‘ndrangheta”. Non solo “droga e prostituzione”, nel giro d’affari dei clan anche le “attivita’ commerciali, i locali notturni, le concessionarie” utilizzate come ‘lavatrici” per ripulire i soldi e poi investirli nuovamente sul territorio.
Il circuito perverso coinvolge dunque “gente delle vostre zone- insiste Saffioti- di cui conosco nome, cognome e attivita’. Pensano di risolvere problemi economici mettendosi dentro un socio ma non hanno capito che poi ne saranno fagocitati”.
Altre volte, invece, si tratta di veri e propri sodalizi consapevoli: alcuni imprenditori “vedono la ‘ndrangheta come potere, come coloro che ti risolvono i problemi, che godono di una sorta di impunita’ e che ti consentono di avere il guadagno facile”.
Preoccupazioni condivise anche dal governo sammarinese, che in questi ultimi tempi ha di molto alzato la guardia, come confermano le azioni messe in campo dalla Segreteria Industria.

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